Confindustria Vicenza

Plastica 2030, driver dell’innovazione globale

Il premio per tre tesi di laurea magistrale sulle materie plastiche ha un valore di 4.500 euro.

"Il sistema italiano legato all’industria plastica e della bioplastica è uno dei più avanzati al mondo anche per quanto riguarda l’economia circolare, frutto di una forte sensibilità e di un impegno costante nel tempo"

Proprio questa sensibilità è alla base della scelta della Sezione Materie Plastiche e Gomma di Confindustria Vicenza di promuovere un bando per premiare tre tesi di laurea, per un valore totale di 4.500 euro, destinato agli studenti di Management e strategia d’impresa e di International Economics and Business della sede universitaria di Vicenza che sviluppino una tesi di laurea magistrale sulle materie plastiche.

 

Alla prima edizione di “Plastica 2030 - driver dell’innovazione globale”, questo il titolo del bando già disponibile sulle pagine ufficiali dell’Università e sul sito di Confindustria Vicenza, potranno concorrere i laureati magistrali delle aree economico-aziendali che si saranno diplomati presso la sede di Vicenza a partire dall’anno 2020 ed entro la sessione invernale 2021, inviando copia elettronica della tesi ed un abstract della stessa, entro e non oltre il 31 gennaio 2022, alla mail della segreteria organizzativa del premio: relazioniassociative@confindustria.vicenza.it.

Le tesi verranno giudicate insindacabilmente da un’apposita Commissione Giudicatrice, composta da rappresentanti di Confindustria Vicenza e da docenti dell’università di Verona – Dipartimento di Economia Aziendale operanti presso il Vicenza Univr Hub.

 

Luigi De Tomi, Presidente della Sezione Materie Plastiche e Gomma: “Vogliamo stimolare i giovani talenti del territorio ad approfondire la conoscenza e contribuire a sviluppare una corretta cultura di questo prezioso ma anche controverso materiale, con particolare riferimento agli aspetti della sostenibilità. Potranno concorrere al premio anche tesi incentrate su altre tematiche legate al mondo della plastica, oggi di grande attualità, trattando ad esempio le principali sfide delle aziende del settore tra criticità e legislazione internazionale, oppure analizzando il pensiero comunemente diffuso attraverso i media e la comunicazione su questo materiale e il punto di vista delle nuove generazioni, o ancora il Green deal. Sono convinto che ci sia molto spazio d’indagine in questo campo. Stiamo infatti parlando di un materiale che ha rivoluzionato in chiave moderna il mondo intero, grazie anche all’opera di un grande italiano, Giulio Natta, che vinse il Nobel nel 1963. L’avvento della plastica ha reso accessibile a tutti, soprattutto ai meno abbienti, un numero e una qualità di beni che altrimenti sarebbero stati ad appannaggio solo di pochi e sarebbero, di per certo, anche più inquinanti. Senza contare che parliamo di uno dei materiali più efficaci ed efficienti, per esempio, nella conservazione salubre dei cibi, contribuendo a ridurre sprechi alimentari. Ora, per motivi per lo più propagandistici o di greenwashing, si parla, a sproposito, di plastic free, espressione tecnicamente vuota perché da un lato eliminare totalmente la plastica è impraticabile, basta che ci guardiamo attorno, dall’altro sarebbe un’iniziativa ecologicamente sbagliata. L’impatto lungo tutto il ciclo di vita dei manufatti in plastica è infatti spesso più rispettoso dell’ambiente e dell’atmosfera rispetto a materiali alternativi, senza contare che il Veneto, e ancor più il Vicentino, è la madre patria della bioplastica tecnologicamente più avanzata d’Europa. E nei paesi in cui l’industria e il sistema di raccolta e riciclo è avanzato, come in Italia, i risultati si vedono. Sempre riguardo all’imballaggio, ad esempio, l’obiettivo che pone l’Europa è di arrivare al 2025 con una quota di riciclo del 50%, ma noi, già l’anno scorso, eravamo a soli 2,7 punti percentuali di distanza e ciò significa che al traguardo ci arriveremo prima e ci arriveremo meglio".

 

Silvia Cantele, professoressa del Dipartimento di Economia aziendale dell’Università di Verona e docente di Modelli di business per la sostenibilità La sostenibilità è un tema molto sentito dai giovani di oggi. Parlandone con gli studenti mi accorgo come essi siano spesso ben informati e abbiano già una loro opinione di cosa sia giusto o sbagliato rispetto alle sfide ambientali e sociali. Affiancare le competenze tipiche di un laureato in discipline economiche con la conoscenza di strumenti e modelli per l’implementazione della sostenibilità in azienda può diventare un fattore distintivo nel mercato del lavoro e permettere alle aziende più sensibili di portare avanti nuovi progetti grazie a risorse giovani e motivate. Tuttavia, implementare gli obiettivi di sviluppo sostenibile in azienda non è affatto semplice, soprattutto sotto il profilo del bilanciamento tra le tre dimensioni della sostenibilità: talvolta ci si focalizza sulla valorizzazione di singoli aspetti a scapito di altri. L’assenza di una visione olistica è tipica anche di alcuni atteggiamenti ‘estremisti’ – pensiamo al rifiuto della plastica tout court – che mancano di riconoscere le inevitabili interdipendenze e interconnessioni tra diversi impatti e benefici. Questa iniziativa del premio per le tesi di laurea è una buona occasione per sensibilizzare il pubblico attraverso gli studenti, perché mira a stimolare e divulgare ricerche indipendenti e di qualità su un settore talvolta messo sotto accusa, ma spesso senza cognizione di causa”.

 

 

 

 

 

 

 

L'Associazione ha tra i suoi obiettivi principali quello di accrescere la cultura d'impresa

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